Su cosa si basa l'AI di Cibus: le fonti cliniche e scientifiche

In base alla categoria del paziente l'AI attinge a fonti e protocolli specifici; costruisce risposte ragionate sul contesto clinico completo, chiede conferma prima di procedere e lascia sempre la decisione finale al professionista.

Quando un'intelligenza artificiale entra in ambito clinico, la domanda che ogni professionista dovrebbe porsi è una sola: su cosa si basa? È il punto che distingue l'AI di Cibus dai modelli generalisti.

I modelli generalisti — quelli che probabilmente hai già provato — rispondono pescando dal web fonti e articoli in modo indifferenziato, ed è il motivo per cui in ambito nutrizionale commettono errori che un professionista riconosce subito. L'AI di Cibus lavora in modo diverso: in base alla categoria del paziente, attinge a fonti e protocolli specifici per quel caso. Non una risposta qualsiasi prodotta in cinque secondi, ma una risposta ragionata, costruita sul contesto clinico completo — anamnesi, misurazioni, esami.

C'è una seconda differenza, altrettanto importante. L'AI di Cibus non asseconda in tutto il pensiero del professionista: sei sempre tu a decidere, ma il modello fa domande e chiede conferma prima di procedere, per capire davvero il contesto. È uno strumento pensato per ridurre il margine di errore in casi anche molto specifici, non per sostituire il giudizio clinico.

Le fonti di riferimento coprono sia l'ambito umano — nutrizione clinica e sportiva — sia quello veterinario, e vengono aggiornate di continuo, insieme alle funzionalità della piattaforma. Il professionista mantiene sempre la verifica e la decisione finale.

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